Generi

Street photography: da dove si comincia

di Louis Marchetti

Strada stretta bagnata dalla pioggia, figure sfocate in lontananza, forte contrasto
La street funziona quando c'è prossimità. È anche la parte scomoda.
In questa pagina

La street photography è il genere con la barriera d’ingresso più bassa e la curva di apprendimento più ripida. Non serve attrezzatura, non serve un permesso, non serve andare da nessuna parte. Serve uscire e fare qualcosa che quasi tutti trovano scomodo: fotografare persone che non ti hanno chiesto di essere fotografate.

La risposta breve sulla tecnica: 35mm, f/8, tempi da 1/250 in su, ISO in automatico, fuoco su punto singolo. Poi il novanta per cento del lavoro è camminare e aspettare.

Le impostazioni, e perché sono queste

f/8. Sembra chiuso rispetto ai ritratti, ed è voluto: dà profondità di campo sufficiente perché un soggetto a distanza variabile risulti comunque a fuoco. In strada non hai tempo di verificare la messa a fuoco al millimetro.

1/250 o più veloce. Le persone camminano, e a 1/125 un braccio in movimento è già mosso.

ISO automatico con limite alto. L’unica variabile che puoi lasciare gestire alla macchina, perché le altre due le hai fissate per ragioni precise. Metti un tetto a 6400 e non pensarci più.

Fuoco su punto singolo, al centro. Riconoscimento del volto acceso se ce l’hai.

Questa combinazione si chiama, in sostanza, lavorare in priorità di apertura con ISO libero, e il senso è avere una sola cosa a cui pensare: dove sei e cosa sta per succedere. Le impostazioni una per una sono nella guida a diaframma, ISO e tempi.

La focale

35mm equivalente è la scelta più difendibile. Include abbastanza contesto da far capire dove sei, senza deformare i volti. Il 50mm è più vicino a come guardiamo e isola meglio, ma taglia via l’ambiente.

Il teleobiettivo sembra la soluzione all’imbarazzo — fotografi da lontano, nessuno se ne accorge — e produce immagini che si riconoscono subito: si vede che il fotografo era altrove. La street funziona quando c’è prossimità, e la prossimità è proprio la parte scomoda.

Sulle differenze reali tra focali scrivo nella pagina sugli obiettivi.

Cosa dice la legge, in Italia

Qui serve precisione, perché la confusione è diffusa.

Scattare in un luogo pubblico è generalmente lecito. Pubblicare l’immagine di una persona riconoscibile è un’altra cosa: il ritratto non può essere divulgato senza il consenso dell’interessato, salvo alcune eccezioni — notorietà della persona, necessità di giustizia o polizia, scopi scientifici o didattici, fatti di interesse pubblico, o quando la ripresa è collegata a fatti ed eventi svoltisi in pubblico.

Questo lascia molto spazio alla street fatta con criterio e poco a quella fatta senza. Due criteri pratici che uso:

  • Una persona come parte di una scena è diverso da una persona come soggetto identificabile isolato.
  • Il consenso non serve mai per scattare, ma toglie ogni problema per pubblicare. Se qualcuno diventa il soggetto centrale, chiederlo dopo costa dieci secondi.

Ci sono poi luoghi in cui non si fotografa a prescindere: interni privati, stazioni e infrastrutture con divieti specifici, minori senza il consenso di chi ne ha la responsabilità. Quest’ultimo punto è tassativo.

Il quadro completo è in copyright e diritti e nella liberatoria fotografica.

L’imbarazzo

Non sparisce. Si riduce, e ci sono tre cose che aiutano davvero.

Lavora dove c’è folla. Mercati, stazioni, feste di paese, centri storici in orario di passeggio. In mezzo a duecento persone nessuno registra che hai alzato una macchina.

Decidi tutto prima. Se hai già impostato diaframma, tempo e fuoco, il gesto dura mezzo secondo. È armeggiare che ti fa notare.

Non scappare dopo. L’istinto è abbassare la macchina e allontanarsi in fretta, ed è esattamente ciò che fa sembrare lo scatto furtivo. Un cenno, un sorriso, eventualmente mostrare la foto: la quasi totalità delle situazioni si chiude lì.

Perché il bianco e nero

La fotografia in bianco e nero è la scelta dominante in questo genere per una ragione pratica prima che estetica: in strada il colore è rumore. Un cartellone rosso, un cappotto giallo, un’insegna al neon attirano l’occhio più del gesto che avevi visto.

Il bianco e nero elimina quella competizione e lascia forma, luce, contrasto e gesto — che sono le cose su cui una fotografia di strada regge o crolla. Non è una regola: è una semplificazione che funziona nella maggior parte dei casi, e per questo si è consolidata.

Come si impara

Un esercizio che funziona: scegli un angolo e resta lì venti minuti. Non camminare. Osserva la luce, capisci dove le persone passano, e aspetta che qualcosa entri nell’inquadratura che hai già composto.

È l’opposto dell’istinto — che è camminare molto e sperare — e produce immagini nettamente migliori, perché lo sfondo lo hai scelto tu invece di subirlo.

L’altra cosa che insegna di più è guardare chi lo ha fatto bene. Vivian Maier e Henri Cartier-Bresson sono i due nomi che chiunque cita, e a ragione: la prima per il modo di stare dentro una scena senza disturbarla, il secondo per il senso del momento in cui la geometria e il gesto coincidono. Ne parlo insieme ad altri in fotografi famosi per genere e nazionalità.

Da qui

Se il problema è l’inquadratura più che il coraggio, la guida alla composizione è il passo prima di questo. E se preferisci cominciare con lo strumento meno invasivo che esista, la fotografia con lo smartphone è una porta d’ingresso legittima, non un ripiego.

Domande frequenti

È legale fotografare sconosciuti per strada in Italia?

Scattare in luogo pubblico è generalmente lecito. Il problema nasce con la pubblicazione: l'immagine di una persona riconoscibile non si può divulgare senza consenso, salvo eccezioni come notorietà, finalità di cronaca o eventi svolti in pubblico. La distinzione tra scattare e pubblicare è tutta.

Che focale conviene per la street?

35mm o 50mm equivalenti. Il 35 include abbastanza contesto da raccontare il luogo, il 50 è più vicino a come guardiamo. I teleobiettivi sembrano la scelta comoda e producono immagini distanti, in cui si vede che il fotografo era altrove.

Come si supera l'imbarazzo di fotografare le persone?

Non si supera, si riduce con l'abitudine. Aiuta molto lavorare in luoghi affollati dove nessuno bada a te, decidere le impostazioni prima invece di armeggiare, e non scappare dopo lo scatto: un cenno o un sorriso risolve quasi ogni situazione.

Perché la street si fa spesso in bianco e nero?

Perché il colore in strada è caotico e rubato: un cartellone rosso attira l'occhio più del volto che ti interessa. Il bianco e nero rimuove quella competizione e lascia forma, luce e gesto. Non è una regola, è una semplificazione che funziona spesso.

Serve una fotocamera piccola?

Aiuta parecchio. Un corpo compatto attira meno attenzione e cambia il modo in cui le persone reagiscono. Anche il telefono è una scelta legittima e non un ripiego: è lo strumento meno invasivo che esista.