
Chi sono
Louis Marchetti
34 anni, Napoli — secondo fotografo a matrimoni ed eventi
Fotografo matrimoni ed eventi da cinque anni, accanto a un lavoro a tempo pieno. Qui sotto c'è quello che uso, come edito e — soprattutto — cosa non so fare.
Ho iniziato all'università, come tanti: seconda fotocamera al matrimonio di un amico, con una macchina prestata, perché il fotografo vero aveva bisogno di una mano con le luci. Sei mesi dopo ho comprato la mia prima reflex. Tre anni fa l'ho venduta per una mirrorless e non sono più tornato indietro — non per il peso, per l'occhio: riesco a comporre guardando uno schermo di cui mi posso fidare anche in pieno sole.
Da cinque anni faccio il secondo fotografo a matrimoni ed eventi, accanto a un lavoro a tempo pieno. Non è un ripiego, ed è esattamente il motivo per cui questo sito si chiama così: in prima fila si sta con le ginocchia per terra e trenta secondi per capire dove sarà la luce.
Cosa ho nello zaino
Poca roba, di proposito.
- Un corpo mirrorless, arrivato tre anni fa al posto della reflex.
- Un grandangolare, per interni e paesaggi.
- Un macro, comprato per un lavoro di still life e che oggi uso più per le texture — pietra, tessuto, la venatura del legno vecchio — che per il lavoro per cui l'avevo preso.
- Un treppiede da viaggio più basso di quanto vorrei e più leggero di quanto mi serva, che è esattamente il compromesso che cercavo.
- Un filtro ND e un polarizzatore, sempre in borsa. L'ND lo uso più di quanto pensassi, quasi sempre sull'acqua.
- Una GoPro, che porto in montagna.

Quando scrivo di attrezzatura, questa è la roba che ho toccato davvero. Il resto lo segnalo come ricerca, non come esperienza.
Come edito
Lightroom, sempre. Preset che mi sono costruito da solo, ritoccati servizio per servizio, mai applicati alla cieca.
Photoshop lo apro forse una volta al mese, e quasi sempre per lo stesso motivo: togliere qualcosa da un'inquadratura che non posso rifare. Non mi considero «uno di Photoshop», e credo che questa distinzione conti più per chi fotografa che per chi scrive di fotografia.
Sull'intelligenza artificiale tengo una posizione precisa, perché me la chiedono spesso. Uso quello che Lightroom ha già dentro — riduzione del rumore, maschere automatiche, rimozione generativa — perché ormai fa parte del programma e su certi file mi fa risparmiare mezz'ora vera. Non uso le app che promettono di «migliorare» una foto con un clic, e quando ne scrivo lo faccio da utente scettico, non da entusiasta. Sono strumenti: alcuni funzionano, molti no, e distinguere i due gruppi è la parte utile.
Il patentino drone
L'ho preso due anni fa per un singolo lavoro e da allora l'ho usato quattro volte. Lo scrivo perché è una qualifica vera, non un distintivo: se cerchi un fotografo di droni, non sono io.
Le stampe
Non le faccio io. Quando un cliente vuole delle stampe mi appoggio a un servizio di stampa online, e lo faccio da anni, perché il rapporto tra qualità e fatica batte qualsiasi cosa riuscirei a ottenere con la mia attrezzatura.
I luoghi
Napoli è il posto che conosco meglio ed è anche il più difficile che abbia provato a fotografare. La luce cambia carattere nel giro di due isolati: nei vicoli del centro storico arriva di rimbalzo, calda e sporca di intonaco, e trenta metri più in là, dove la strada si apre sul mare, diventa netta e senza pietà. Per anni ho cercato di correggerla in post. Adesso la assecondo, e sbaglio molto meno.
Da qui viene quasi tutto quello che scrivo sull'esposizione in condizioni difficili: non da un corso, ma da cinque anni di ricevimenti in cortili stretti dove il sole se ne va tutto insieme alle sette e mezza e devi decidere in fretta. Se leggi una pagina di questo sito che parla di luce dura o di controluce, il posto in cui l'ho imparato è a meno di venti minuti da casa mia.
Le Dolomiti sono casa di famiglia, non una meta: mia madre viene dalla Val di Fassa e ci torno quasi ogni estate, anche adesso che vivo ottocento chilometri più a sud. Con quella luce ho un rapporto vero e stagionale, e si sente quando ne scrivo.
Tutto il resto della mia lista è aspirazionale nel senso più banale: il Colosseo a un'ora senza turisti, Civita di Bagnoregio prima che arrivino i pullman, il Lago di Braies in un mese che non sia agosto. Quando scrivo di questi posti lo dico chiaramente — sono progetti, non ricordi.
Perché questo sito
Ho iniziato a scriverlo perché le domande che mi facevano ai matrimoni erano sempre le stesse cinque — «che macchina è quella», «come le sviluppi» — e mi ero stancato di rispondere una alla volta.
Il sito è nato nel 2026 e lo scrivo da solo. Se trovi un errore, o se hai usato un prodotto di cui parlo e non sei d'accordo, scrivimi: le correzioni finiscono nella pagina, con la data.